SCIS - Divulgazione scientifica sui media














L'OROLOGIO DELLA VITA:
VERITA' E LEGGENDE SU SOLE, LUNA E BIORITMI
di Lisa Maccari

Già pubblicato nel catalogo della mostra "Il Tempo della Natura", allestita dal Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze, nel 2004.

La Luna influisce sulla Terra?
, ma soltanto attraverso la gravità e l'illuminazione.
La gravità determina gli effetti di marea: oceanica, atmosferica, e la debolissima marea terrestre.
L'illuminazione lunare può indurre movimenti nei vegetali (tropismi),
ma è troppo debole per alimentare la fotosintesi e la crescita della pianta.

Il ciclo mestruale della donna è in relazione con la Luna?
NO, per almeno tre buone ragioni:
- i due periodi sono leggermente differenti, e si sfasano rapidamente;
- se un legame esistesse, tutte le donne avrebbero cicli sincronizzati, e questo non avviene;
- le femmine delle scimmie antropomorfe hanno cicli di fertilità simili, ma di durata diversa.

La Luna influenza le gravidanze e le nascite?
NO: secondo tutti i numerosi studi statistici compiuti,
né il numero di parti né il sesso dei neonati risente dell'alternanza delle fasi lunari.

La Luna influenza i risultati delle attività agricole?
NO: nonostante le diffusissime credenze in proposito, i confronti
effettuati su semine, potature, imbottigliamento del vino o preparazione di conserve,
compiuti in fasi lunari diverse, non mostrano mai differenze apprezzabili.

La Luna influenza la crescita delle unghie e dei capelli?
NO: si tratta di fenomeni continui, senza relazione con le fasi lunari.

Il ciclo undecennale di attività solare ha effetti sul clima terrestre?
QUASI SICURAMENTE NO: oltre cento anni di studi statistici
(relativi all'andamento di temperature, piogge, livello dei laghi, estensione dei ghiacci,
migrazioni di animali, produttività agricola, cicloni tropicali, inondazioni e incendi boschivi)
hanno dato risultati negativi, labili o contraddittori.

Il ciclo di attività solare ha effetti sulla salute dell'uomo?
PROBABILMENTE NO: confrontando l'andamento del numero di macchie solari
con l'incidenza di malattie organiche (tumori della pelle, attacchi cardiaci, anomalie fetali)
o con quella di crisi depressive, suicidi, crimini, o eventi sociali significativi
non è emersa alcuna correlazione credibile.

Esistono altri cicli astronomici in grado di influenzare la vita sulla Terra?
NO, almeno su breve e media scala, anche se esistono cicli a lunghissimo periodo.
Nessun effetto degli altri pianeti o delle stelle lontane (influssi astrologici compresi!)
è mai stato dimostrato.

Esiste un fondamento scientifico per i bioritmi che appaiono sui giornali?
NO! I bioritmi divinatori non hanno niente a che fare con la cronobiologia.
Le previsioni di efficienza fisica, intellettuale ed emotiva, in base al numero totale di giorni vissuti,
sono pura fantasia, che ben si accompagna a quella dell'oroscopo.
Non esiste alcuna periodicità astronomica o biologica che risponda a quelle caratteristiche,
e nessuna statistica ha mai confermato le loro previsioni.

Tutte le vicende della vita sulla Terra sono legate a fenomeni ciclici. Conoscerli è importantissimo per comprendere la vita stessa. Ma, nell'ansia di cercarli, possiamo finire per vedere cicli anche dove non ci sono. Diamo qui qualche traccia per distinguere i cicli veri da quelli falsi, facendo appello a un po' di ragione e di buon senso…

MACCHIE SOLARI e VITA

Il nostro Sole presenta un ciclo di attività della durata media di 11 anni, legato alle variazioni dei suoi campi magnetici. Periodi di stabilità si alternano a periodi turbolenti, in cui i campi assumono forme irregolari e rapidamente variabili. Il numero di macchie solari aumenta nei periodi di massima attività, come pure quello di facole, protuberanze ed eruzioni solari. Le macchie non hanno, di per sé, alcuna influenza diretta sul nostro pianeta, ma, essendo le più facili da osservare, costituiscono un indicatore comodo del livello di attività della stella. Oggi sappiamo, grazie a misure compiute da satellite, fuori atmosfera, che l'irraggiamento totale del Sole varia leggermente nel corso del ciclo, ma queste fluttuazioni non superano lo 0,3 per cento. Può questa variabilità influenzare il clima sulla Terra, i cicli biologici e la salute dell'uomo?

Le macchie furono individuate già da Galileo Galilei attorno al 1610, ma soltanto dopo due secoli e mezzo ne fu scoperta la periodicità undecennale. In quel periodo esplosero quindi le teorie che miravano a legare questo ciclo agli eventi terrestri. Praticamente ogni evento climatico, biologico e agricolo fu sottoposto ad analisi statistiche, per determinare se mostrasse o meno una regolarità analoga: andamenti delle temperature stagionali, piovosità e frequenza di alluvioni, cicloni tropicali e disastri marittimi, incendi boschivi e migrazioni di animali, estensione dei ghiacci, livello delle acque lacustri e frequenza dei temporali, fino agli andamenti delle produzioni industriali e dei mercati finanziari. Inizialmente, nell'entusiasmo generale, sembrava che le correlazioni ci fossero; ma ripetendo le analisi in altri periodi, in altre località, o su un campione di eventi più vasto, finirono quasi invariabilmente per sparire. Douglas Hoyt e Kenneth Schatten, autori di una vasta rassegna sull'argomento, osservano ironicamente che "non appena una correlazione sole-clima viene trovata e pubblicata, essa cessa di esistere"!

Un rapporto tra l'attività solare su lunga scala e le condizioni climatiche sulla Terra è invece accettato da quasi tutti gli scienziati. Al ciclo solare fondamentale si sovrappongono fluttuazioni più lunghe. Sequenze di cicli più brevi e intensi si alternano a serie di cicli più lunghi e quieti, in cui il numero di macchie, anche in epoca di massimo, è modesto. L'episodio più noto, in proposito, è quello del minimo di Maunder: a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, per qualche decennio, l'attività solare sembrò quasi cancellata e le osservazioni di macchie si fecero rarissime; nel frattempo, l'Europa conobbe un'epoca di clima particolarmente rigido, con nevicate frequenti e fiumi ghiacciati in regioni non use a questi eventi. Si pensa dunque che il sistema Terra, nel suo complesso, abbia tempi di reazione troppo lenti per risentire delle piccole variazioni tipiche del ciclo undecennale, ma possa invece reagire a sollecitazioni su scala maggiore.

È certo, invece, che il ciclo solare influenzi il flusso di raggi cosmici che raggiunge la Terra: nelle epoche di massimo, il campo magnetico solare si fa più intenso, e oppone uno schermo più efficace alle radiazioni provenienti dallo spazio. Lo si legge negli anelli di accrescimento degli alberi: essi recano traccia, finché la pianta vive, del rapporto isotopico tra carbonio-12 e carbonio-14 presente nell'atmosfera all'epoca in cui l'anello si è formato. I rapporti isotopici del carbonio atmosferico sono leggermente alterati, nelle varie fasi del ciclo, a causa del maggiore o minore flusso di radiazione cosmica. Molti colossi vegetali vivono diversi secoli, e qualche specie giunge addirittura ai millenni: negli archivi naturali riportati così alla luce (utilizzando tecniche di carotaggio accurato, che permettono di sfilare via cilindri di legno sottilissimi senza recare danno alla pianta), sono impresse chiaramente sia le fluttuazioni undecennali, sia quelle più ampie.

Tra gli studi in cerca di effetti del ciclo solare sulle popolazioni di esseri viventi, la maggior parte ha dato risultati deludenti. Se esiste qualche dubbio ancora aperto, riguarda organismi alla base della catena alimentare, come alghe marine, plancton, insetti; in ogni caso, se un effetto c'è, deve essere talmente modesto da confondersi con le piccole variazioni casuali.

Sono state avanzate, inoltre, ipotesi su eventuali influssi del ciclo solare sulla biologia, la salute e la psiche dell'uomo e sul suo comportamento sociale. Alcuni studiosi hanno cercato relazioni con l'incidenza di tumori della pelle, di malattie cardiovascolari, di anomalie cromosomiche nei feti, di crisi depressive e suicidi, e perfino con l'occorrenza di episodi criminali o di eventi significativi di mutamento storico; ma anche questi studi hanno dato risultati negativi o poco convincenti.

L'andamento dei campi magnetici e delle eruzioni solari influenza invece, senza dubbio, la frequenza delle tempeste magnetiche in alta atmosfera: i loro effetti, troppo lontani dal suolo per condizionare il clima, si fanno invece sentire sulle apparecchiature elettroniche, sui sistemi di puntamento aereo, sulle linee di distribuzione elettrica e sulle trasmissioni radio. Ma questo riguarda i ritrovati tecnologici artificiali, e non ha nulla a che vedere con la biologia.

LA LUNA TRA MITO E REALTà

Le uniche modalità dimostrate con cui la Luna può interagire con la Terra sono la forza gravitazionale e l'illuminazione, dovuta alla riflessione della luce solare.

Della prima, la conseguenza più nota e più evidente è l'alternanza delle maree (che, in realtà, risente anche di una componente di origine solare). La gravità lunare agisce con intensità differenziata sui diversi punti della superficie terrestre, causando sforzi e deformazioni, come quelle che agiscono su un corpo elastico sottoposto a trazione. Sulla massa solida della Terra, che si comporta quasi come un corpo rigido, questi effetti sono minimi, ma esistono e sono stati misurati; diventano invece importanti sulle masse fluide degli oceani e dell'atmosfera. Alcuni esseri viventi, sia animali che vegetali, occupano ambienti che risentono fortemente dell'alternanza mareale (spiagge, scogliere, fondali marini costieri), e i loro comportamenti alimentari e riproduttivi ne vengono ovviamente influenzati, ma si tratta di un effetto indiretto: se la marea non fosse causata dalla Luna, ma da altri fattori, i risultati sarebbero gli stessi.

Gli unici effetti documentati dell'illuminazione lunare notturna sugli esseri viventi riguardano l'induzione di movimenti automatici (tropismi) nei vegetali, o la modulazione dei comportamenti riproduttivi di alcuni organismi acquatici. La luce della Luna, anche nella fase piena, è comunque troppo debole per alimentare la fotosintesi clorofilliana e per alterare significativamente il ritmo dei processi chimici nelle piante.

Nonostante questo, la tradizione popolare attribuisce ogni sorta di influssi alla Luna: le sue fasi influenzerebbero la fertilità delle donne, la durata della gravidanza e la data del parto, la crescita dei capelli e delle unghie, la germinazione dei semi e la crescita di piante e funghi, e il successo di molte operazioni agricole come la semina, la svinatura, le potature, i trapianti e gli innesti, e la preparazione di cibi conservati.

La mitologia lunare sulla fertilità femminile è diffusa in ogni cultura. L'idea che il ciclo mestruale della donna sia sincronizzato con la Luna è tanto comune quanto falsa. La durata media del ciclo mestruale è di 28 giorni, quella del ciclo sinodico lunare di 29 giorni e mezzo: questi due valori, per quanto sembrino vicini, non sono in fase. Nell'arco di due mesi, i due eventi comparirebbero sfasati di tre giorni; dopo dieci mesi, di circa quindici, ovvero in corrispondenza completamente opposta a quella iniziale. Possiamo convincerci dell'inconsistenza di questa correlazione anche a seguito di altre due semplici osservazioni. La prima è che, se la Luna avesse un influsso diretto sul ciclo femminile, tutte le donne finirebbero con il mestruare simultaneamente, cosa che evidentemente non accade. La seconda è che non si spiega perché, se questo effetto esistesse, dovrebbe limitarsi agli esseri umani: tra gli animali più affini alla nostra specie, le scimmie antropomorfe, le femmine di scimpanzé hanno un ciclo medio di 36 giorni, quelle di bonobo di 45 e quelle di gorilla di 30.

Anche l'opinione diffusa che le fasi lunari influenzino la gravidanza e il parto non trova riscontri statistici. Indagini condotte su decine di migliaia di nascite avvenute nell'arco di diversi anni non mostrano nessun aumento o diminuzione degli eventi in corrispondenza di una particolare fase lunare, né alcuna differenza nel rapporto numerico tra i sessi dei nati.

Le credenze negli influssi lunari sulle attività agricole sono diffusissime. Le tradizioni contadine del passato tenevano in gran conto l'alternanza delle fasi della Luna per determinare il momento adatto per ogni operazione. Ancora oggi (con convinzione reale, o forse per semplice folklore) si pubblicano almanacchi che ne tengono conto, come il Sesto Cajo Baccelli, il Barbanera o il Frate Indovino. Consigli analoghi, attribuiti all'antica saggezza popolare, spuntano inoltre sempre più spesso sui manuali di orticoltura fai-da-te di pubblicazione recente, o sulle colonne dei rotocalchi popolari, nelle pagine dedicate a ricette di cucina, giardinaggio o erboristeria. In realtà, non esiste alcuna prova dell'influsso delle fasi lunari sulla germinazione dei semi o sulla fermentazione alcolica; per quest'ultima, il legame appare evidentemente ancora più labile, dal momento che i contenitori del vino o delle conserve vengono tenuti, normalmente, in cantine buie, dove la luce lunare non può giungere. Anche l'influsso gravitazionale è da escludere, visto che la Luna transita comunque al meridiano ogni giorno, indipendentemente da quale sia la sua fase.

Credenze analoghe si riscontrano per ciò che riguarda certi fenomeni fisiologici. Alcune riviste popolari includono tra i consigli di bellezza la raccomandazione di calcolare, lunario alla mano, il giorno adatto per farsi il taglio ai capelli, la tintura, la depilazione o la manicure. Anche queste dicerie appaiono infondate su un piano scientifico: la crescita dei capelli, dei peli e delle unghie è continua, senza alcuna correlazione con le fasi lunari, e risulta semmai influenzata da altri fattori ben più concreti, come il ciclo ormonale nelle donne.

La maggior parte di queste leggende appare legata da un fondo comune: tutto ciò che deve crescere e svilupparsi si deve avviare in fase di Luna crescente, mentre per tutto ciò che deve raggiungere un limite e fermarsi si deve aspettare quella calante. Per la semina di piante destinate al rigoglio, o per la spuntatura dei capelli che si vogliono conservare lunghi, la saggezza popolare consiglia i giorni in cui la Luna cresce e prospera; per seminare piante come il prezzemolo, che devono mantenersi piccole e andare a fiore il più tardi possibile, per farsi un taglio di capelli corto che deve durare a lungo, per strappare i peli antiestetici ritardandone la ricrescita, o per frenare la fermentazione alcolica al punto giusto prima che vada in aceto, si raccomandano i periodi in cui la Luna appare in declino. È facile riconoscere in queste regole il retaggio di un antico pensiero magico e simbolico, che nulla ha a che vedere con la realtà dei fatti concreti. Non basta che milioni di persone siano disposte a giurare: "Abbiamo sempre fatto così, e ha funzionato bene": i dati di fatto mostrano che, se si prova a invertire il criterio o a ignorarlo del tutto, i risultati sono analoghi.


INFLUENZE COSMICHE?

Abbiamo visto come il ciclo del giorno e della notte, quello stagionale, quello delle fasi lunari e, sia pure in misura dubbia e labile, quello di attività solare, lascino tracce osservabili sull'ambiente e sugli esseri viventi. Esistono effetti analoghi indotti da altri fenomeni astronomici?

Il sistema Terra-Luna presenta, oltre ai movimenti fondamentali (rotazione della Terra sul proprio asse, rivoluzione attorno al Sole e moto orbitale della Luna attorno alla Terra) numerosi movimenti di lungo periodo. Il più noto è la precessione degli equinozi, che ha un periodo di 26?000 anni; esistono inoltre variazioni periodiche dell'obliquità dell'asse terrestre, dell'ellitticità dell'orbita, della sua inclinazione e del suo orientamento. Secondo alcuni, sarebbe la sovrapposizione degli effetti massimi di questi cicli a portare il nostro pianeta ad attraversare periodi di maggiore o minore irraggiamento solare, e quindi di clima generale più caldo o più freddo. L'astronomo serbo M. Milankovitch attribuì a questi effetti l'alternanza delle glaciazioni. Esiste inoltre un ciclo di inversione dell'asse magnetico terrestre, ricorrente sulla scala delle centinaia di migliaia di anni, ma senza un periodo noto con esattezza: nelle fasi critiche di inversione, il campo magnetico del pianeta si indebolisce, opponendo uno schermo più labile alla pioggia di raggi cosmici di origine solare, o provenienti dallo spazio esterno: qualcuno ha messo in relazione queste epoche con l'occorrenza di grandi estinzioni, ma senza prove certe. Tutti questi fenomeni, però, riguardano cicli su lunghissima scala, irrilevanti sul piano della vita umana, dei secoli o dei millenni.

Oltre al Sole e alla Luna, esistono altri corpi celesti in grado di imprimere andamenti ciclici a fenomeni che avvengono sulla Terra? Sostanzialmente, no. L'effetto gravitazionale e mareale degli altri pianeti del Sistema Solare è minimo; nessun altro meccanismo plausibile che possa veicolare influssi diversi è conosciuto. Non esistono nemmeno evidenze statistiche convincenti dell'esistenza di questi influssi: le pretese descrittive e predittive dell'astrologia, dopo migliaia di anni di tradizione, continuano ad arenarsi contro la prova dei fatti.

I BIORITMI: SCIENZA O TOMBOLA?

La cronobiologia è una scienza seria e coerente, e studia gli effetti che hanno, sugli esseri viventi, i cicli naturali cui è sottoposto il loro ambiente. Ma, per studiare queste correlazioni, occorre innanzi tutto che gli effetti esistano, e che le loro possibili cause siano individuabili.

Del tutto fantasiose sono invece le affermazioni sui cosiddetti bioritmi, che hanno trovato spazio crescente sulle pagine dei rotocalchi, a fianco dell'altrettanto pseudoscientifico oroscopo. Secondo questo sistema, la vita di ogni individuo sarebbe costantemente modulata da tre cicli sovrapposti, dai periodi di 23, 28 e 33 giorni; essi avrebbero inizio, tutti con la stessa fase, nel giorno della nascita, e governerebbero rispettivamente la sfera dell'efficienza fisica, quella dell'equilibrio emotivo e quella delle capacità intellettuali. Non ci sono valori medi, fluttuazioni casuali, interazioni con altri cicli: i periodi sono fissi, con puntualità assoluta, e dipendono solo dal numero totale di giorni vissuti. È facile constatare come la teoria, concepita un centinaio di anni fa, ma divenuta popolare negli anni Settanta a seguito di pubblicazioni new age, sia priva di fondamento. Non esiste alcun fenomeno astronomico o biologico conosciuto che presenti quelle periodicità; né è noto alcun meccanismo plausibile che possa indurre un'alternanza tanto esatta su un organismo vivente, senza che questa risenta di altri fattori. E in ogni caso, i dubbi residui sono spazzati via dalle evidenze statistiche: ogni volta che si è cercato di mettere in correlazione i bioritmi di determinati individui con i risultati delle loro prestazioni fisiche, intellettuali o emozionali (successo o insuccesso negli esami, nel lavoro o nelle gare sportive, occorrenza di incidenti, di malattie acute o di crisi depressive), le corrispondenze, semplicemente, non sono apparse. I bioritmi si rivelano dunque per ciò che sono: un puro gioco numerico, senza appigli con la realtà.